Le Schede dei Trombodromi

"Marina Club Nova Gorica - 28 Febbraio."

Una bella giornata di sole, poca gente e zero confusione. Dovevamo andare a Villach, ma dato che avevo un impegno mattiniero prima della partenza, per guadagnare un'ora sul viaggio ho deciso di portare i compari al MarinaClub di Nova Gorica. Albergo prenotato con Booking, il venerdì sera: Best Western a Gorizia, camera tripla 4 stelle a 109 euro. Ottimo direi.

Alle cinque del pomeriggio siamo al locale. Poche macchine fuori, poca gente dentro. Ragazze, una trentina, più o meno. Diverse assenze: Anka, Diana, Bernadette, Emma ancora in ferie, e la giovane Alina che avrei tanto voluto riprovare in camera. Ulteriori dettagli sulle ragazze presenti e provate li trovate sul Qui sul Forum.

Tra le presenti ci sono invece le solite ormai stabili, e tra queste c'è anche la Rebecca. Ed è proprio lei che appena mi vede al bancone del bar si precipita a salutarmi... Le rammento che l'ultima volta non si è comportata troppo bene, e si scusa dicendo che era nervosa e stanca. OK, perdonata. Poi assisto, o meglio, mi trovo in mezzo a una scena molto buffa quando, mentre parlavo con Rebecca al bancone, si è avvicinata Carmen a salutarmi esigendo due bacetti, che son diventati quattro, e che si stavano trasformando in un pericoloso "andiamo in camera che ti violento" , al che la Rebe l'ha fulminata con lo sguardo come a dire "Maledetto tegame nun ce provà eh!". Io non sapevo se portarmi nuovamente in camera la Carmen, litigando definitivamente con Rebecca, o se sganasciarmi dalle risate e riprendere da dove ero rimasto prima che arrivasse la Carmencita dal magico culetto.  Alla fine invito la Gitana a fumare una sigaretta, poi la porto in camera e ci stiamo un'ora. Purtroppo non sono in forma e non me la godo come vorrei, ma rimane una garanzia di qualità, divertente, brava e godereccia. Dopo ci dividiamo e mi ricongiungo agli amici, che sono stati rispettivamente in camera con Lorena e Morena. Beviamo e cazzeggiamo allegramente, poi rientra la Rebecca e m'intrattengo ancora un po' con lei, ma si dimostra persino più pedante del solito e quindi per dispetto l'abbandono e torno dai miei compari che intanto si sono stravaccati sui divanetti dall'altra parte della sala. Dopo cinque minuti ecco che riparte alla carica la piccola gitana. Viene verso di noi, mi punta, sorride beffarda, e ...si butta a pesce su Marco. Sono quasi certo che l'abbia fatto pensando di farmi un dispetto, evidentemente non mi conosce bene come crede di conoscermi. Rimango li accanto insieme a Gianni, intanto che il nostro amico lancia richieste di aiuto quando la signorina si spalma su di lui e si struscia come una biscia in calore. «Richiamala!», grida Marco. «Portala via da qui!», ripete poco dopo.
Continuo a piegarmi in due dal ridere e decido di scappare in saletta fumatori con Gianni. Qui troviamo Lorena (che poi è la Donatella ex Andiamo, ora molto più bionda) ed altre ragazze, compresa quella calamità naturale di Marika "che ti rikarika", come dice lei col suo personale slogan. Così dopo la prima sigaretta, Gianni torna a supportare Marco, ancora in balia della giovane gitana, ed io mi siedo accanto a quella grezza ragazzona della Marika, che fisicamente è più grossa di me e non è esattamente al centro dei miei sogni erotici, ma il suo viso mi piace, ed i suoi occhi hanno una bellezza poco comune. In più è simpatica, e alla sua ennesima proposta di "POMPA funebre", decido di andare a farmi deliziare il regale augello dalle sue labbra, specificandole che non l'avrei trombata ma avrei gradito si prendesse cura lei di me fino alla fine. Detto fatto. In camera si collega con lo smartphone allo stereo e fa andare la sua playlist di musica pseudo-manele-dance ma piacevole, io mi do una rinfrescata, mi sdraio, e mi lascio coccolare dai suoi morbidi baci, finché non si attacca al pisello. Lo molla mezz'ora più tardi, proprio quando sullo scadere del trentesimo minuto le riempio la bocca, intanto che continua a succhiare fino a che c'è da succhiare. Poi muoio. ...La "pompa funebre" funziona! Sorridente Torniamo giù, saldo il conto e saluti a dopo. Nota negativa, che si ripeterà anche con altre: Mi chiede la mancia. Ma anche se l'avesse meritata(e non era questo il caso), con la richiesta se l'è giocata definitivamente. "Alcune non imparano mai..."

Comunque, ormai è abbondantemente ora di cena, quindi ci spostiamo in sala pranzo, e dopo aver mangiato "cose commestibili a caso", e un paio di banane, torniamo al bar per un giro di caffé.

Al bancone veniamo avvicinati da una bionda. Gianni perde un chilo di bava al solo vederla da vicino, mentre io impiego piú di mezzo minuto per capire chi ho davanti. Poi ammiro meglio il suo deretano ed ho l'illuminazione... È Miriam! Non l'avevo riconosciuta subito perché me la ricordavo meno bionda e leggermente meno figa, ma devo ammettere che è davvero in gran forma. Gianni é molto tentato dal portarsela in camera, ma percepisce la sua vaga componente "missilistica" e lo vedo titubante, così, mentre lui esita, io mi me la tengo un po' avvinghiata addosso e poi la seguo fino in camera. Un'ora anche per lei che si conferma in gran forma. Io invece, un po' perché sono alla terza in tempi relativamente brevi, ma soprattutto perché sto covando una mezza otite (che purtroppo mi ha tenuto compagnia per tutta la settimana successiva), non mi sento affatto al pieno delle mie possibilità, quindi mi godo quel che posso e cerco di non strafare, anche se con una puledra del genere è alquanto difficile trattenere la maialaggine estrema.Risatona

Anche lei alla fine chiede la mancia. Le dico che se chiede non l'avrà mai da me, e che se lo ricordi per la prossima volta, perché comunque si è guadagnata la mia attenzione e voglio giocarci ancora, quanto sarò "nei miei cenci", come si dice dalle mie parti... Quindi la congedo con la paghetta oraria e dopo una doccia bollente torno in sala.

Diciamo che da qui in poi i ricordi si fanno più annebbiati, perché comincio ad accusare stanchezza, e un po' di mal di testa che rischia di rovinarmi il resto della serata. Ho parlato con diverse ragazze, soprattutto insaletta fumatori, dove ci sono state diverse occasioni di scambiare due battute in tranquillità con le signorine, ma oltre alle già citate, i nomi delle altre non li ricordo, comunque quasi tutte facce note che in tempi non sospetti hanno passeggiato all'Andiamo almeno per un po'. A un certo punto vengo anche avvinghiato da Ambra, che se non la conoscessi dai tempi dell'Andiamo mi avrebbe quasi convinto (e almeno in quello è piuttosto brava). "Vade retro Ambra!". Nel frattempo Marco scompare con una, quindi appena mi libero della mora tentatrice, Gianni ed io ce ne andiamo al cinema (vuoto) a riposare un po'. Mi dice che vorrebbe fare una camera con Miriam, ma nel frattempo che io ero con quest'ultima, lui è stato in camera con la Robertina e se n'è innamorato (oggi è toccato a lei, ogni volta deve innamorarsi di una, sennò non è contento Risatona), quindi è indeciso se cambiare o fare un'altro giro di giostra con la giovane bambolina. Gli consiglio vivamente di provare personalmente le doti di SuperMiriam, e per togliergli ogni dubbio lo invito a tornare in sala per una birretta (e ovviamente per portarmi in camera la Robertina e mettere a lui l'anima in pace). Prendiamo da bere, e scambio due battute con la "Carmencita" che si appecora allegramente su uno sgabello li accanto. Consiglio anche lei all'amico Gianni. Lo vedo molto interessato al suo culetto, ma non è troppo convinto, perché ormai il suo metro di paragone è la Roberta, e da un punto di vista puramente estetico è una partita persa in partenza, lei è indubbiamente la più carina la dentro. Ed anche fuori, dato che per capodanno l'ho incrociata per caso fuori dal locale e posso dire che ha una bellezza non indifferente... Anche quando non è nuda.Sorridente Dopo un po' di cazzeggio, ecco che rientra in sala proprio lei, la bambolina in questione. Al che mi alzo dallo sgabello, dico al mio compare che ci rivedremo tra un'ora, e vado a intercettare la Robertina. «Ammmmmoreeee!» le dico, abbracciandola calorosamente. «Andiamo in camera a fare le porcate?» aggiungo, tenendomela avvinghiata addosso. Lei mi guarda e fa: «Si! Prendo le mie cose e andiamo». Quindi mi trascina dall'altra parte della sala, dove teneva la borsetta, e poi in camera. Ribadisco il fatto che ha un corpo veramente perfetto, con qualche centimetro in più d'altezza potrebbe tranquillamente essere una di quelle modelle strapagate che si vedono sulle riviste (anche se credo guadagni di più a fare la puttana. Anzi, ne sono certo). Le note dolenti iniziano quando il gioco si fa serio, infatti dopo una serie di strusciatine piacevoli e di sbaciucchiamenti qua e là, al momento di prendere in bocca il Regale Augello tira fuori quelle cazzo di salviettine... Eppure ci siamo appena lavati, dico io, eccheccazzo. Niente da fare, pompa un po' e poi ripassa la salvietta, poi riprende il lavoretto (che non è eccelso, ma nemmeno tanto male) e poi si ferma e ancora giù di salviettina... No, non mi piace. La invito quindi ad impalarsi, e qui la cosa migliora un po', ma non ci mette troppo impegno, e non riesce a farmi dimenticare il mal di testa. Quindi la tiro giù su di me e cerco di rimediare alla situazione, ma sento che le forze mi abbandonano e devo fermarmi perché il fratello pelato la sotto non risponde bene. Forse era meglio se mi arrendevo, non sono in condizione di "operare" in questo stato. Ma ormai sono li, e lei è davvero una bella topina. Un po' di rianimazione al fiacco batacchio, e via di "Sacra pecora". Ed è una visione celestiale, anche il culo è perfetto, e la scena vista nello specchio è una di quelle che voglio portarmi nella tomba, nonostante la prestazione non sia delle più soddisfacenti per i motivi che ho già detto. Comunque la prendo comoda e pian piano tenendo in mano le sue tette, me la ritrovo quasi seduta sopra, però si lamenta che non ci sta bene e mi propone di riprovare a sdraiarmi, venendo lei su di me, ancora una volta... Mi stendo e la faccio accomodare. E stavolta va molto meglio, si piazza con i piedi sul letto e mi cavalca come si deve, con anche un buon ritmo, che se non fossi in condizioni da moribondo probabilmente esploderei dentro di lei senza nemmeno accorgermene mentre gioco con quelle belle tettine. Invece non riesco proprio a "concentrarmi", e laggiù, il piccolo pelato ne risente e non regge la pressione. Decidiamo di finire tra mani e bocca (poca roba), ma è una faticaccia assurda, e il finale non è degno di tale bella e giovine fanciulla. Peccato. Alla fine, lei quasi scocciata dalla mia lungaggine, e dalla prestazione arrancante, dice che si sarebbe meritata anche una mancia per l'impegno... Ridaje!, ma che hanno oggi! È forse la giornata mondiale della mancia e nessuno me l'ha detto?Linguaccia Comunque, anche per lei niente mancia, e non se la sarebbe meritata comunque, perché, bellezza a parte, non è poi niente di speciale, anzi, quel pompino salviettato è proprio da dimenticare... Ci congediamo in spogliatoio con un sorriso di circostanza da parte di entrambi, ma non credo che perderò altro tempo con lei. Comunque mai dire mai. È troppo bellina per escluderla del tutto, potrei anche ricadere in tentazione...

Quando torno al piano di sopra, i nostri eroi sono ormai in balia della stanchezza e della pace dei sensi. Ci dedichiamo allegramente al cazzeggio, due bevute, due chiacchiere, due sigarette in saletta. Stranamente mi riprendo un po', e il mal di testa (e di orecchio, soprattutto) mi lascia in pace, almeno per un po'. Le signorine ormai sono molto meno "aggressive", e non attaccano quasi più. Non ho rivisto Rebecca, che probabilmente ha trovato come impiegare il suo tempo, come al solito. Peccato, avrei quasi voluto salutarla come si deve, visto che abbiamo già fatto la pace Sorpreso. Sarà per la prossima volta... Invece vedo gironzolare Angela, la "Nana Tettuta", che tutta nuda vaga senza meta qua e la per la sala. Praticamente due tette con una biondina attaccata dietroLinguaccia . Non è bella nel senso più classico della parola, ma nell'insieme mi stimola molto gli ormoni della porcaggine, e poi ha un culetto "all'insù" che promette cose buone. Dichiaro ai due compari che stoper assentarmi ancora. Mi guardano strano, perché per tutto il giorno sembrava dovessi morire da un momento all'altro, e invece sono già al quinto giro di giostra (e tre sono stati da un'ora...). Quindi mi alzo e raggiungo le tett...ahem... la biondina. Mi presento davanti a lei con un sorrisone e appena mi si avvicina l'agguanto per i fianchi premendola a me per saggiare la consistenza di quelle tettone palesemente siliconate, ma abbastanza morbide al tatto. «Cercavo proprio te, cara tettona» le dico ridacchiando beffardo. - «E che vogliamo fare allora?» ribatte lei sorridendo divertita. «Andiamo in camera e vediamo se riesci a rianimare un morto» incalzo io indicando il Frà Pelato soto l'accappatoio. - «Ok! Ci penso io!» esclama la piccola tettona, senza la minima esitazione. E ci avviamo alle camere...

Stavolta niente doccia, siamo entrambi puliti e profumati, non serve. Ma appena finisce di sistemare le sue cose sul letto si "appecora" in un modo che mi manda subito il sangue ai piani bassi. Non mi sbagliavo in merito al suo culo, e in quella posizione è veramente irresistibile. Lei inarca la schiena e le chiappe puntano dritte al cielo, una dote non comune, e che da amante della pecora apprezzo particolarmente. Prima però voglio vedere come se la cava nell'orale, così mi sdraio sul lettone, mi faccio coccolare dalla sua bocca, e... "Pompino a battuta con avvitamento!" , roba da perderci la testa, è davvero brava! Se non fosse per quel culetto invitante, deciderei di lasciarmi andare e godere di quella fellatio fino alla fine, ma l'ho scelta per la pecora(oltre che per le tettone) e pecora dev'essere. La faccio salire a cavallo per un paio di minuti, giusto per godermi quei grandi seni che mi sballonzolano davanti agli occhi, e poi via in quadrupedia... Ed è una goduria, da vedere e da sentire. Peccato che non sia in perfetta forma, altrimenti mi sarei divertito come in poche occasioni; invece dopo un po' di focoso sollazzo devo arrendermi perché il dolore all'orecchio, con tutto quel movimento si fa sentire di nuovo. Quindi mi stendo beato e lascio che le sue labbra e le sue manine laboriose finiscano il lavoro. E in quella roulette russa mano/bocca, bocca/mano, concludo i giochi eruttando come un vulcano tra le sue mani, per poi morire felice e stordito, quasi più stordito però... Un po' dal buon lavoro di lei, e un po' dal dolore alla testa che ormai sta tornando a infastidirmi... Controllo l'ora, e vedo che siamo poco oltre lo scadere della mezza. Sto pensando di lasciarle un decino in segno di apprezzamento, se l'è meritato e comunque non siamo rientrati nei tempi, quindi ci sta, senza esagerare, giusto per il gesto. Andiamo giù in spogliatoio, mi avvio all'armadietto e lei si ferma in corridoio «Io aspetto qui» dice, «Non dimenticarti la mancia eh» aggiunge, anche se col sorriso sulle labbra. Ecco, se l'è appena giocata. Prendo quindi il dovuto standard, e torno da lei dicendole chiaramente: «Sarò sincero. Avevo deciso di darti qualcosa in più perché mi sei piaciuta molto, ma visto che mi hai chiesto la mancia ho deciso di non dartela. Ricordatelo per la prossima volta, ok? Comunque mi piaci, te lo dico...». Lei mi guarda un attimo imbronciata e delusa per il mancato guadagno extra, ma vedo che capisce. «Ciao tettona, alla prossima» le dico; quindi sorridendo mi da un bacetto, ci salutiamo e scompare dietro la porta scorrevole.

Mi butto in doccia, l'ultima della serata, poi torno dagli amici in sala. Li trovo dove li avevo lasciati, vistosamente scazzati e un po' stanchi. Decidiamo quindi di bere qualcosa prima di andarcene, e intorno alle due o poco più abbandoniamo la nave.

Fuori non è nemmeno troppo freddo, ma io appena uscito da la dentro comincio ad accusare sul serio. Probabilmente ho anche un po' di febbre, mi sento bruciare ma ho freddo. Torniamo in albergo e togliendomi solo le scarpe e il cappotto, mi infilo praticamente vestito sotto le coperte, intanto che gli altri due chiacchierano e sparano bischerate a raffica. Poi Marco decide di farsi un tè, e pure Gianni. Allora io da sotto le lenzuola domando: «Ma c'è pure la camomilla?» - «Si! C'è tutto!» risponde Marco ridacchiando. Gianni invece è tutto il giorno che continua a propormi di prendere Aulin come se ricevesse una percentuale sulle vendite dalla Roche...Triste Alla fine mi alzo e mi preparo un bicchiere di camomilla. Al che i compari si preoccupano, perché io che praticamente vivo di tè, non mi sognerei mai di farmi una camomilla alle 3 di notte appena rientrato da una giornata in FKK. Bevo il caldo infuso e sento un leggero sollievo, quindi invito i ragazzacci a non fare troppo casino perché mi sta comunque esplodendo la testa, e torno a rifugiarmi sotto le coperte. Il calore mi avvolge, sto bruciando come una torcia, poi mi addormento senza pensieri...

Il mattino seguente, alle nove apro gli occhi e mi sento un po' meglio. Penso che potrei scendere a fare colazione, ma gli altri dormono e decido di aspettare un po'. Mi riaddormento. Riapro nuovamente gli occhi quasi un'ora più tardi e vedo Marco che si sta vestendo. « Vado a fare colazione» dice. Gianni invece sta ancora dormendo come un sasso. «Vengo anch'io, ti raggiungo tra cinque minuti» dico a Marco che sta uscendo dalla camera. Vado in bagno , sono già vestito ma molto sgualcito, quindi mi cambio almeno i pantaloni prima di scendere. Intanto guardandomi allo specchio mi accorgo che ho l'orecchio gonfio come un pallone e forse anche un po' la guancia. Comunque sto meglio della sera precedente. Raggiungo Marco nella grande sala pranzo dell'hotel e mi gusto la colazione. Spariamo due bischerate come al solito e quando ormai abbiamo finito di mangiare mi squilla il telefono. È Gianni, al quale, per non rimanere chiusi fuori, abbiamo portato via la chiave elettronica della stanza, e visto che voleva andare a fuori a fumare ci chiede dove diavolo siamo.Linguaccia Dico di aspettarci che torniamo su e poi ce ne andiamo, tanto ormai l'ora della colazione è finita e lui ha fatto tardi.

Mezz'ora dopo siamo in auto verso l'autostrada. Quindi andiamo a pranzo a Padova al ristorante Sant'Agnese, che si trova in centro e che merita di essere menzionato, perché anche se non è esattamente comodo da raggiungere ed ha appena una ventina di posti o poco più, offre dei piatti assolutamente deliziosi ed un'ottima scelta di vini. Il che lo rende la giusta conclusione ad una bella gita al Trombodromo di Nova Gorica, anche se come ho detto non è esattamente sulla strada di casa. (E poi l'ho promesso a Gianni che s'è innamorato anche della signorina mezza spagnola che ci serviva al tavolo).Triste

E per questa volta è tutto. Un saluto dal vostro Redattore (che si è fatto sei giorni di antibiotici per quella cazzo di otite), e ci sentiamo alla prossima, che non tarderà ad arrivare perché abbiamo un paio di gite, già programmate, da fare con il " PrimoCittadinoOnorario do Brasil " Sorridente.

Ciaociao mie carissime "FaveAntibiotiche!" Santarellino

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